Ipnosi e apprendimenti inconsci

Una delle domande che più frequentemente ci vengono poste dai pazienti è “a cosa serve l’ipnosi, come agisce sulla mia mente?”

In questo articolo proveremo a focalizzare la nostra attenzione su uno dei meccanismi più rilevanti nel rendere efficace l’ipnoterapia: l’apprendimento inconscio.

Prima di entrare nel merito degli apprendimenti inconsci generati dalla fenomenologia ipnotica, è necessario soffermarsi su alcuni principi di funzionamento del nostro cervello. Primo tra questi, è la plasticità cerebrale, ossia la capacità del nostro cervello di riorganizzare i circuiti nervosi in funzione delle esperienze e delle stimolazioni che riceve. L’esperienza influenza la struttura del cervello e, nello specifico, i suoi collegamenti neuronali, secondo quello che viene definito come “sviluppo cerebrale esperienza dipendente” (Siegel, 2001).  Quanto più una esperienza è ripetuta, tanto più aumentano le probabilità che un determinato circuito neuronale si attivi; ciò è alla base della strutturazione di comportamenti automatici. Per fare un esempio concreto potremmo immaginare una situazione in cui un bambino viene sistematicamente umiliato da una maestra (supponiamo di matematica), il vissuto emotivo connesso all’esperienza vissuta sarà di vergogna, inadeguatezza, incapacità. Ciò porterà il piccolo ad attivare dei comportamenti di ritiro, di chiusura e di rifiuto verso la materia. La ripetizione dell’esperienza andrà inevitabilmente a riattivare i circuiti neuronali connessi, fino a che il bambino mostrerà comportamenti di rifiuto, chiusura ed evitamento verso tutte le esperienze connesse alla materia in questione, dal punto di vista emotivo potrebbe sperimentare ansia, stato confusionale e inadeguatezza verso i processi logico-matematici. Il comportamento è frutto di un apprendimento che in prima istanza era consapevole e strettamente connesso agli eventi, successivamente è divenuto inconsapevole ed automatico.

La mente inconscia possiamo immaginarla come un contenitore di tutte le esperienze acquisite nel corso della vita; la nostra storia, gli apprendimenti personali e sociali, le relazioni  con il mondo, nonché tutti quei processi automatici che utilizziamo nella quotidianità. 

Se è vero che il nostro inconscio in genere svolge per noi funzioni molto utili – permettendo una riduzione di tempi ed energie per mettere in atto dei comportamenti – allo stesso tempo è altrettanto vero che certi comportamenti automatici risultano controproducenti per la nostra vita. È questo il caso dell’abitudine spiacevole, della dipendenza, con la quale all’interno della quotidianità ci si ritrova a fare qualcosa che non vogliamo fare, ma che non  possiamo smettere di continuare a fare.

Ma in che modo allora l’ipnosi agisce sugli apprendimenti inconsci?

Nello stato di trance la persona permette alla parte inconscia di emergere con le sue potenzialità. Si verifica un’attivazione maggiore dell’emisfero destro deputato ai processi intuitivi, analogici, immaginativi, emotivi e quindi sede prevalente degli  apprendimenti inconsci. Le parole e le immagini, quando sono recepite direttamente dall’emisfero destro, sono in grado di generare percezioni  e sensazioni talmente intense da essere recepite come realtà. La realtà diventa allora ciò che viene creato dall’emisfero destro in quel momento: qualsiasi esperienza evocata vividamente nello stato ipnotico, sarà percepita come reale dall’emisfero destro e avrà lo stesso impatto di una esperienza realmente accaduta, costituendo così un riferimento inconscio altrettanto solido di esperienze autentiche.

Lo stato di trance, in tal senso, diventa un attivatore di connessioni neuronali correttive rispetto a quelle consolidate ed automatiche.

Per tornare all’esempio di un adulto che ha esperito nel suo passato episodi ripetuti di umiliazione da una figura educativa di riferimento, qual è un insegnante, può attraverso l’ipnosi:

  1. Riattivare emotivamente e anche sensorialmente i vissuti negativi connessi alle precoci esperienze negative. 
  2. Accedere alle risorse (competenze, conoscenze, abilità, apprendimenti positivi, vissuti di autoefficacia) consapevoli ed inconsapevoli della persona.
  3. Attraverso le immagini creare esperienze emotive correttive rispetto al trauma, che rappresenteranno – per la mente inconscia – esperienze emotive reali. 
  4. Consolidare il senso di autoefficacia e di gestione dell’esperienza traumatica.

Durante la trance il paziente è rapito dalla scena creata dalle immagini, che attivano tutti sensi, vivendo così un’esperienza multisensoriale relativa a vissuti del passato, del presente o anticipatori del futuro. Il terapeuta, sollecitando tali immagini, viene come assorbito dalla stessa esperienza, in una vera e propria magia relazionale.

L’elaborazione cognitiva, emozionale e relazionale – mediante il processo terapeutico – dell’esperienza di trance ipnotica, facilita poi una codificazione degli apprendimenti impliciti anche nell’emisfero sinistro, deputato più agli apprendimenti espliciti. Il processo di cambiamento, di fatto, aumenta in maniera esponenziale, laddove i due emisferi riescano a lavorare in modo sinergico ed integrato. 

Dott.ssa Serena Pedi 

Psicologa, Psicoterapeuta, Ipnoterapeuta, Consulente Sessuologa

Dott.ssa Antonella Megna 

Psicologa, Psicoterapeuta, Ipnoterapeuta, Consulente Sessuologa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *